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Formaggio Scoppolato Foglie di Noce

Formaggio Scoppolato Foglie di Noce

da Casa Pedona

12,0044,90

Formaggio Scoppolato Foglie di Noce

un formaggio ovino, un pecorino affinato nella foglia di noce, nelle cantine di Camaiore. Intenso al naso e  e delicato al gusto. Da gustare con un buon calice di rosso di struttura.

  • Disponibile
  • 1/4 forma Peso variabile 300-350 g
  • mezza forma Peso variabile 550-600 g
  • e forma intera Peso variabile  1,250 – 1,300 kg

 

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Formaggio Scoppolato Foglie di Noce

Assaggiato da

Simona

L’Esploratrice

il pecorino a latte ovino affinato nella foglia di noce. Al naso intenso e profumato che ricorda il mallo. Ottimo da servire come antipasto in bel tagliere con sottoli e salumi artigianali e pane sciocco.

Casa Pedona  produce un formaggio veramente unico a latte di pecora ma non possiamo chiamarlo pecorino, ha un nome che rispecchia la sua caratteristica davvero unica, ecco come nasce Formaggio Scoppolato Foglie di Noce

Formaggio Scoppolato Foglie di Noce

Ridare vita ad un formaggio diverso con uno spirito nuovo. È nato cosi Lo Scoppolato diventato piano piano, con sacrificio ed amore, una ricercata realtà apprezzata da giornalisti gastronomici, chef stellati ma soprattutto dai tantissimi appassionati del buon formaggio. Un sogno che è diventato una buonissima realtà! Perché, ricordiamo, mai abbandonare i sogni quando ci svegliamo al mattino.

è un formaggio a latte di pecora dal gusto eccellente reso unico dalla particolare lavorazione che il casaro custodisce gelosamente. Nel processo il prodotto viene sottoposto ad una stagionatura con una particolare umidità in modo da ottenere un prodotto a giusta stagionatura e da esaltarne il sapore.  Lo Scoppolato è un’esperienza gustativa non solo per chi ama il formaggio ma anche per chi desidera scoprirne un sapore intenso.

La curiosità nasce dal nome che è stato attribuito al prodotto. Scoppolato viene infatti dalla storia di un pastore. Il suo nome era Tristano, detto Pedona. Pedona tutte le volte che incontrava il padrone si toglieva il cappello la cosiddetta “coppola“.

affinamento in foglie di noce

L’affinamento in foglie di noce viene effettuato al terzo mese del processo di affinamento. A quel momento il formaggio viene avvolto nelle foglie di noce  e risposto in contenitori dove continua il suo affinamento. La caratteristica che lo rende unico è la lavorazione eseguita dal casaro e l’accurato affinamento.  Da accompagnare con un buon vino rosso di buona struttura o a un vino bianco barriccato particolarmente longevo. Vini di ottima fattura che si abbinano perfettamente con la qualità di questo formaggio. Non sorprendetevi se questo formaggio si presenta irregolare nella sua forma. Il suo profumo intenso del mallo di noce vi accoglierà piacevolmente.

Come si gusta al meglio: il Foglia di Noce si serve a fette, ottimo da accompagnare ad una giardiniera artigianale e al pane “sciocco” senza sale come si usa dire in Toscana.

Un formaggio che rappresenta un’altra eccellenza, la dolcezza e l’eleganza si fondono con i sentori della noce. Qui il formaggio matura lentamente a contatto con le foglie di noce nelle cantine di Camaiore. Una volta affinato viene avvolto dalla rete per trattenerne le foglie di noce sulla sua superficie.

 

 

 

 

Peso 1,800 kg
Conservazione

Quanto si conserva? Vedi etichetta
Come si conserva? Conservare in luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce e dal calore

Ingredienti

LATTE ovino pastorizzato, sale, caglio, fermenti lattici selezionati. Ricoperto in superficie con foglie di NOCI. Crosta non edibile.

Valori nutrizionale per 100 g

Energia 1594 kj / 384 kcal
Grassi 31,1 g
di cui acidi grassi saturi 22.9
Carboidrati 0 g
di cui zuccheri 0 g
Proteine 25,9 g
Sale 1,2 g

Casa Pedona

Ecco la storia che ha dato l'impulso a Casa Pedona, alla ricoperta dello "scoppolato di Pedona"! A metà 800 Giobatta Pacini, possidente terriero di Lucca, decise di acquistare un grosso gregge di pecore a far pascolare sui terreni alti di Seimiglia affidandolo ad un pastore; Tristano da Pedona. Tristano, di tanto in tanto, si recava a Lucca per portare il formaggio di pecora prodotto, sempre di scarsa qualità. Un fatto inspiegabile.

Dopo una “Scoppolata” reverente (L'immancabile coppola caratterizzava Tristano), confessava al Pacini che quel formaggio non era quello che si aspettava. “Forse è l'erba che mangiano le pecore!” Si giustificava, Ma il segreto c'era.
Tristano acquistava da un vicino contadino del latte di mucca che mischiava con quello di pecora, ricavando così abbastanza latte dagli ovini per farci, per proprio conto, del formaggio pecorino puro, profumato e saporito che andava a nascondere facendo stagionare in una grotta.

Chissà come fu che il Lucchese intuì che dietro a quel formaggio di scarsa qualità c'era un giallo che doveva essere risolto. Mandò a chiamare il pastore che dopo la solita “scoppolata”, ribadì che se il formaggio non era tanto saporito la colpa non era sua. Dopo questa risposta evasiva, una mattina, zitto zitto, Giobatta salì all'ovile di Tristano e lo incontrò mentre usciva da una grotta.
Il pastore, vedendolo, impallidì e salutò il padrone con la solita “scoppolata” ma venne spinto dal Pacini all'interno dell'anfratto nel quale c'era un buon profumo di cacio. In una nicchia, avvolte nella paglia, c'erano decine di forme di formaggio. Giobatta con un coltello scapezzò la forma e ne trasse dall'interno una scaglia: un sapore ineguagliabile!
A quel punto il pastore dovette confessare il malfatto. “Altro che scoppolato di Pedona!” - esclamò furioso il Pacini. E masticando quel pezzo gustoso di formaggio aggiunse: “tu non sei una persona educata che si toglie la coppola davanti al padrone. Sei un furfante. Ma da ora in poi produrrai questo formaggio conservandolo per la stagionatura nella nicchia della grotta. Per me, s'intende.”

Dopo una decina di anni Tristano smise di fare la “scoppolata”. Un infarto lo portò all'altro mondo e con lui smise la produzione di questo formaggio inconfondibile.

Oggi riscoperto da me, Gabriele Ghirlanda, quando la passione riesce a creare prodotti unici!

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