Origini e storia del nostro tanto amato gelato.
0
Origini e storia del nostro tanto amato gelato.

Attorno all’invenzione del gelato artigianale esistono numerose storie, di cui alcune basate solo esclusivamente sulla fantasia. La storia vera, qual è?

Origini

Tutto nasce dalla terra del Sole, la Sicilia.

Verso la fine del IX secolo gli Arabi che si trovavano in Sicilia, per compensare alle giornate di caldo e trovare un po’ di fresco decisero di ideare un metodo per dolcificare il ghiaccio con canna da zucchero. Una prima prova di gelato.

Nel 1686 il cuoco siciliano, Francesco Procopio dei Coltelli, escogitò la ricetta perfetta per fare il sorbetto-gelato con frutta, miele, zucchero e ghiaccio che si estese in tutta Italia per la sua freschezza e bontà.

Piccola parentesi, la parola “sorbetto” riprende il termine “sherbet” degli Arabi con cui chiamavano una bibita ghiacciata, per cui le radici siculo-arabe si intrecciano anche in questo momento.

Questo fenomeno di gelato arrivò fino a Firenze a Caterina de’ Medici che si innamorò letteralmente di questo dolce inserendolo nel suo quotidiano e portandolo sempre con sé, assieme ai sorbettieri Ruggeri e Buontalenti che divennero presto i primi mastri gelatai. Questi, infatti, proposero la versione del sorbetto-gelato con un nuovo preparato di panna, zabaione e frutta ed un nuovo metodo di conservazione che vedeva la miscela congelata in piccoli stampi piramidali.

Cono gelato

Con la revisione da parte di Caterina de’ Medici sulla conservazione, si iniziò a pensare ad un metodo di confezionamento per questo dolce.

La regina di Francia, infatti, fu la prima a munire ostie di pane da accompagnamento al gelato e successivamente coni in carta o metallo per poterlo gustare in maniera efficiente.

Solo dopo che il successo del dolce arrivò fino in America, venne ideato il primo “cornetto” realizzato con mandorle cotte al forno, per sorreggere la crema ed usarlo come bicchierino dal quale mangiare.

Inizialmente non fu facile trovare il giusto equilibrio ricettario, spesso infatti capitava che questo venisse restituito al gelataio o che i coni si rompessero scivolando dalle mani dei clienti. Solo nel 1912 con Frederick Bruckmann venne brevettata una macchina che arrotolasse i coni gelato su sé stessi per formare una stratificazione maggiore che poi con Spica, nel 1959, fu migliorata aggiungendo all’interno del wafer uno strato di olio, zucchero e cioccolato.

Quest’invenzione del napoletano Spica fu la prima registrazione, nonché brevetto di cono, dal quale poi nasce una vera e propria campagna marketing.

Il “Cornetto” Algida.

Industrializzazione

Arrivato negli States il metodo di lavorazione per il gelato venne ripreso e riadattato alla grandezza dello Stato, per garantire una manifattura più veloce e meno faticosa. Per questo motivo, iniziò l’epoca del gelato industriale.

I gelati confezionati sono stati e sono tutt’ora, all’interno delle nostre società, i protagonisti delle stagioni estive di ogni persona. In Italia special modo abbiamo tutti dei ricordi delle nostre vacanze al mare, negli stabilimenti balneari, con la bocca sporca di cioccolato di gelato.

Il primo gelato confezionato nasce nel 1984 col Mottarello, uno stecco di legno ricoperto di gelato al gusto fiordilatte e cioccolato. Grazie alla distribuzione massiva questa produzione in poco tempo ha avuto un picco incredibile fino a diventare un simbolo ed emblema societario di spensieratezza.

Artigianale o Industriale?

Dal punto di vista della produzione, possiamo classificare il gelato secondo due tipologie: gelato industriale e gelato artigianale.

La differenza sostanziale sta nel latte, che è il principale ingrediente madre di questo prodotto. Nella lavorazione “massiva” si può dire che il latte è come se fosse “a lunga conservazione”, mentre il secondo lavora con elementi freschi, del giorno stesso.

Questa differenza, perciò, comporta distinzioni anche di tipo calorico in quanto il confezionato ha maggiori grassi rispetto all’altro e spesso la produzione industriale si avvale di additivi alimentari che pesano maggiormente.

Ma vediamo le differenze secondo un elenco preciso:

    1. Per la produzione “di massa” viene utilizzato il latte in polvere con grassi vegetali, mentre l’artigianale usa del latte e panna fresca,
    2. Il primo viene prodotto ad una temperatura di -40° per garantire una maggiore durata di conservazione anche durante gli spostamenti e trasbordi, contro i -18° del prodotto artigianale,
    3. Il gelato industriale ha un aumento del volume maggiore del “casalingo” in quanto viene lavorato con una quantità superiore di aria soffiata che permette di farlo sciogliere più lentamente rispetto all’altro,
    4. Il gelato artigianale viene veduto a peso mentre l’altro a confezione.

Quindi dove fa la differenza una gelateria artigianale?
Sicuramente nella produzione della qualità fresca, realizzando giornalmente un prodotto con ingredienti di stagione e fatto a mano.

Gelato e statistiche di mercato

Il gelato è uno dei prodotti alimentari che non ha mai risentito delle crisi di mercato. Questo infatti viene proposto con un costo accessibile, una velocità di consumo e mezzo di socialità.

Secondo alcune statistiche relative al 2019, il fatturato medio del mercato europeo si aggirava intorno ai 2.7 miliardi di euro che significa il 30% del totale. Solamente in Europa la vendita di questo raggiunge i 9 miliardi di euro, un dato incredibile e sempre più in aumento!

Attualmente in Europa si contano 65.000 punti vendita che danno lavoro a 315.000 addetti, pertanto questo settore ha una ricaduta positiva su tutta l’economia anche sotto al punto di vista di macchine, vetrine ed arredamenti.

Pertanto, vista anche la situazione attuale, concediti anche tu uno sgarro con un bel gelato e condividi l’articolo se ti è piaciuto! Scopri altre curiosità qui, col nostro articolo sulla tanto amata pizza.

 

Lascia un commento

0

SU