Storia, caratteristiche e ricette con il tartufo nero
0
Storia, caratteristiche e ricette con il tartufo nero

Le origini del tartufo

Le prime documentazioni in Europa, che attestano la presenza del tartufo si riscontrano nell’opera di Plinio il Vecchio (23-79 D.C.), la Naturalis Historia. In questa trattazione si parla del tartufo col nome di terrae tuber, o direttamente tuber, e viene indicato come una pietanza molto gradita dai popoli romani, che avevano preso l’abitudine di prepararlo come i loro vicini etruschi.

Non solo i romani e gli etruschi, ma anche le popolazioni greche avevano introdotto questo ingrediente all’interno dei loro regimi alimentari. Questa notizia è giunta fino a noi grazie al filosofo Plutarco di Cheronea, il quale sosteneva che questo particolare alimento fosse il risultato della combinazione di acqua, fulmini e calore. In seguito a questo pensiero di Plutarco, il poeta Giovenale, espresse la sua teoria, secondo cui il tartufo aveva origini divine, nel senso che era nato dopo che Zeus, il re degli Dei, aveva scagliato un fulmine in prossimità di una quercia. Sempre rimanendo all’interno della leggenda epica, alcuni sostenevano che il tartufo fosse un dono in onore di Venere.

Anche se il tartufo è stato studiato, analizzato ed esaminato con attenzione nessuno è mai riuscito a decretare con sicurezza le modalità della sua nascita. Proprio per questo motivo, unito alle superstizioni popolari, il tartufo, durante il Medioevo veniva considerato come l’alimento delle streghe, del diavolo e dei pagani.

Il tartufo durante l’umanesimo

Per i motivi sopra citati nel Medioevo del tartufo se ne sente parlare ben poco, ma si comincerà a ritrovare nei banchetti di nobili come Caterina de’Medici e Lucrezia Bolgia. La prima documentazione garantita su questo ingrediente è stata vergata da Alfonso Ciccarelli un medico umbro, all’incirca nel 1564, il titolo dell’opera è Opusculus de tuberis. Sempre nell’epoca dell’Umanesimo, sarà Andrea Cesalpino a includere il tartufo nella famiglia dei funghi. In questi anni il tartufo era anche soprannominato “aglio del ricco”, ed era molto facile reperirlo nel territorio europeo.

In Italia, uno dei maggiori consumatori del tartufo fu il Piemonte, soprattutto a causa delle influenze francesi. Però in Piemonte si cucinavano i tartufi bianchi, al contrario in Francia si utilizzavo quelli neri per la realizzazione di pietanze eccezionalmente saporite. Nonostante questo fatto, con il passare degli anni e dei secoli il tartufo piemontese è diventato una specialità unica nel suo genere, e tutt’oggi mantiene queste caratteristiche preponderanti.

Il tartufo al giorno d’oggi

Prima di arrivare ad oggi, il tartufo prosegue il suo percorso passando dalla monografia del Conte de Borch dal nome “Lettres sur les truffes du Piemont”, e dall’opera di Vittorio Pico dove viene analizzato il tartufo nei suoi minimi dettagli chiamandolo Tuber Magnatum.

Bisognerà però aspettare il 1831 per raggiungere la prima vera e propria caratterizzazione scientifica del tartufo, che si otterrà attraverso l’opera “Monographia Tuberacearum” di Vittadini. Da questo momento si arriverà al 1929, anno in cui il tartufo viene reso famoso in tutto il mondo grazie alla personalità di Giacomo Morra. Giacomo Morra è stato un grande ed eccelso ristoratore di Alba, in Piemonte, che riuscì a rendere il tartufo bianco (o Tartufo d’Alba), una pietanza alla moda, e a trasmettere tutto il suo gusto particolare e morbido al mondo. Per fare questo, Giacomo Morra, organizzò un evento internazionale per far conoscere questo ingrediente a tutto tondo. Oltre a questo, il ristoratore ebbe la geniale idea, di cominciare a spedire pregiati tartufi ogni anno ad un personaggio famoso e di spicco dell’epoca diverso. Egli inviò tartufi a Harry Truman, a Winston Churchill, a Marylin Monroe e persino all’atleta Joe di Maggio.

Ricette con il tartufo

Con il tartufo si possono creare numerose ricette, gustose e squisite, andiamo a vederne due insieme!

La prima che ci teniamo a mostrarti la puoi trovare su GialloZafferano.com (la trovi qui!). La ricetta è il Roast beef con crema pecorino e tartufo nero pregiato, (se sei interessato alla nostra crema di pecorino e tartufo nero, clicca qui).

Roast beef con crema di pecorino e tartufo nero pregiato

Ingredienti

  • Crema di pecorino e tartufo nero pregiato;
  • Roast beef taglio rosetta;
  • Dado vegetale;
  • Salvia;
  • Acqua;
  • Pepe;
  • Sale;
  • Carote;
  • Olio;
  • Aglio;
  • Prezzemolo;

Come si prepara

Per prima cosa trita le verdure finemente, e poi aggiungile in una pentola, insieme all’olio, al sale e al pepe. Fai cuocere tutto per qualche minuto e poi unisci 1 litro e mezzo di acqua. In seguito, incorpora il dato, metti a mollo la carne, chiudi la pentola col coperchio e fai cuocere, assaggia e aggiungi il sale se ritieni sia poco. Mantieni la carne in cottura fino a che tutta l’acqua non sia stata assorbita.

Dopo di che, prendi la carne, lasciala raffreddare e tagliala in maniera molto fine. Adagiala su un vassoio o un piatto, e aggiungi il sugo che si è formato nella cottura della carne e che sarà rimasto all’interno della pentola. Adesso, servendoti di una sacca poche decora la carne con la crema di pecorino e tartufo nero pregiato.

L’altra ricetta che ti proponiamo sono le Fettuccine al tartufo, una pietanza semplice ma squisita.

Fettuccine al tartufo

Ingredienti.

  • Burro 40 gr.;
  • Fettuccine all’uovo, 250 gr.;
  • Sale q.b.;
  • Tartufo nero 80 gr.;
  • Olio extravergine d’oliva 50 gr.;
  • Aglio 1 spicchio.

Via alla preparazione

Il primo passo da fare per realizzare delle fettuccine al tartufo con i fiocchi è pulire adeguatamente il tartufo. Lavalo con l’acqua, spazzolalo, togli ogni impurità e infine asciugalo. A questo punto taglia il tartufo finemente adoperando, se lo possiedi, il taglia-tartufo. Nel frattempo, metti olio e burro in una padella e scandali a fuoco molto basso per non bruciarli. Dopo aver sbucciato l’aglio, inseriscilo nella padella con olio e burro, e fallo cuocere per pochi minuti, finché non “imbiondisce”. Dopo aver tolto l’aglio, aggiungi le fette di tartufo che avevi tagliato in precedenza nella padella.

Mescola bene l’intero composto per farlo insaporire molto dell’ingrediente principale, il tartufo appunto, e nello stesso momento, butta le fettuccine all’uovo in acqua in ebollizione e lasciale cuocere. Togli la pasta leggermente al dente, aggiungila nella padella con il composto al tartufo e amalgama bene il tutto. Una volta impiattato potrai aggiungere delle scaglie di tartufo fresco come decorazione.

Lascia un commento

La tua email non sarà mostrata.

0

SU