Riviera Ligure di Ponente D.O.C. – Moscatello di Taggia classico

Riviera Ligure di Ponente D.O.C. – Moscatello di Taggia classico

da Azienda Agricola Saraù
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34,00

Vino bianco secco ottenuto da uve Moscato bianco varietà Moscatello di Taggia in purezza

Annata: 2018

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Recensito da

Filippo

L'ambasciatore

Le tonalità di colore di questo vino sono di un giallo paglierino brillante e delicato, come i suoi profumi di piccoli fiori bianchi ed erbe officinali fresche, in cui si distinguono, appena accennate, note di timo e rosmarino. Ben presto sopraggiungono importanti profumi fruttati che ricordano gli agrumi coltivati sui terrazzamenti di questo ricco entroterra insieme a golosi profumi di frutti a polpa bianca appena maturi. Roteando il calice posso subito notare un gran numero di archetti che si formano lentamente sulle pareti del medesimo, indicandomi una buona struttura che si concretizza coerentemente all'assaggio. Al palato spicca la sua freschezza che deriva dalla naturale acidità che il vitigno riesce a mantenere nonostante l'esposizione ai caldi raggi del sole durante l'estate in questo lembo di terra.
COD: ZNNIM01MSCCL01 Categorie: ,

Al fine di ottenere prodotti qualitativamente migliori e con la consapevolezza che un mondo sano è un mondo migliore, dall’anno 2016 i vini dell’Azienda Agricola Saraù hanno ottenuto la certificazione ambientale dall’organismo di Controllo e certificazione ambientale Suolo e Salute.

L’Azienda fa inoltre parte dell’associazione di produttori “Vite e vino. Passione & ragione”, nata dalla volontà di praticare una “viticoltura sostenibile” che coniughi il saper fare tradizionale con i nuovi metodi di coltivazione. Il disciplinare che questi viticoltori si sono dati rientra nelle linee guida dell’organizzazione internazionale di lotta biologica ed integrata e mira a preservare la qualità del vino dall’omologazione imposta da metodi di lavoro e spinte commerciali forzate che hanno come principale obiettivo il profitto. Le parole d’ordine sono sostenibilità, trasparenza e qualità.

La temperatura di servizio consigliata è di 10-12 °C, mantenendo la bottiglia in una glacette con poco ghiaccio.

Formato

Bottiglia da 750 ml

Reperibilità

Tempo di preparazione

Profilo organolettico

Colore: giallo paglierino lieve e luminoso
All'olfatto: presenta un buon ventaglio aromatico con l'aggiunta di profumi di agrumi e frutta a polpa bianca
Al palato: fresco, intenso e sapido con un finale gradevolmente ammandorlato

Abbinamenti consigliati

La grande facilità di beva di questo vino, pur contraddistinta da complessità aromatica e persistenza, lo rende adatto ad abbinamenti gastronomici come antipasti leggeri di pesce ed in particolare crostacei conditi con salse leggere e non troppo saporite, alle carni bianche stufate, alle fritture miste di pesci di scoglio ma soprattutto alle torte salate della tradizione ligure ripiene di verdure, formaggi freschi e uova, profumate con le erbe aromatiche tipiche della zona

Certificazioni

Certificazione agroalimentare e ambientale

Suolo e Salute S.r.l.
Certificazione N. ITASS-02/18 DTP

Regione

Azienda Agricola Saraù

La mia passione per le piccole produzioni di eccellenza mi ha portato sulle alture che guardano il mar Ligure di ponente in provincia di Imperia, accogliendo con piacere l’invito di Antonio, un appassionato vignaiolo che cura con amore il suo piccolo vigneto, anche se sarebbe meglio definirlo un "delizioso giardino".

Camminando tra i filari ho ascoltato i suoi racconti, preziose testimonianze di un modo di fare viticoltura che pochi conoscono. Tutto l'impegno parte dal massimo rispetto del suolo e del prezioso lavoro di Madre Natura, dell'uomo, della vite e dei suoi figli, i tralci! Antonio è un vero e proprio "custode" della coltivazione e della vinificazione in purezza di un vitigno estremamente raro, molto conosciuto e apprezzato alle corti dei re e dei papi: il Moscatello di Taggia, Riviera di Ponente Ligure D.O.C.

È un vitigno a bacca bianca appartenente alla famiglia del Moscato Bianco le cui origini risalgono addirittura al Medioevo. Rischiò l'estinzione a causa di un parassita della vite, la fillossera, che a fine Ottocento arrivò in Europa provocando la quasi totale distruzione dei vigneti. Fortunatamente un piccolo gruppo di viticoltori riuscì a salvare alcuni ceppi che, reimpiantati hanno permesso la sopravvivenza di questo vitigno fino ai giorni nostri.

Antonio è riuscito ad elevarlo all'eccellenza! La meticolosa cura dedicata al vigneto, l'attenta selezione dei migliori grappoli accarezzati uno ad uno, la sapienza nella vinificazione che avviene nella piccola cantina ci offrono tre differenti interpretazioni di questo prezioso nettare: il fragrante Bianco Secco, il complesso Bianco Secco affinato in barrique di rovere francese e il suadente Passito.

Queste tre perle rare, prodotte in quantità estremamente limitata, sono molto ricercate dai veri intenditori, che in un calice di questo prezioso nettare ritrovano la vera espressione di un terroir e di un modo di fare viticoltura davvero unici.

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