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Cremosa classica di Scoppolato

Cremosa classica di Scoppolato

da Casa Pedona

8,30

Cremosa classica di Scoppolato

una crema di formaggio realizzata con il formaggio scoppolato e le patate. Un pecorino reso unico dalla lavorazione e dalla speciale affinatura. E’ una crema molto versatile da mangiare spalmata sul pane o per preparare antipasti.

  • Disponibile vaso da 90 g

 

 

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COD: CSPLU01CRMC090 Categorie: , ,
Cremosa classica di Scoppolato

Assaggiato da

Simona

L’Esploratrice

Casa Pedona produce un formaggio veramente unico a latte di pecora ma non possiamo chiamarlo pecorino, ha un nome che rispecchia la sua caratteristica davvero unica, ecco come nasce Cremosa classica di Scoppolato

Lo Scoppolato

Ridare vita ad un formaggio di pecora diverso con uno spirito nuovo. È nato cosi Lo Scoppolato diventato piano piano, con sacrificio ed amore, una ricercata realtà apprezzata da giornalisti gastronomici, chef stellati ma soprattutto dai tantissimi appassionati del buon formaggio. Un sogno che è diventato una buonissima realtà! Perché, ricordiamo, mai abbandonare i sogni quando ci svegliamo al mattino. Nel processo il prodotto viene sottoposto ad una stagionatura con una particolare umidità in modo da ottenere un prodotto a giusta stagionatura e da esaltarne il sapore.  Lo Scoppolato è un’esperienza gustativa. Non solo per chi ama il formaggio ma anche per chi desidera scoprirne un sapore intenso.

Cremosa classica di Scoppolato

le Cremose sono nate per preparare una linea che utilizza il pecorino Scoppolato. La consistenza è quella di una crema molto versatile in cucina.  Si prestano a realizzare antipasti, sfiziosità salate e a condire gustosi primi piatti. Realizzate in quattro gusti per soddisfare differenti ricette e dare così libertà alla creatività in cucina. Ecco allora la Cremosa in purezza ( di solo formaggio Scoppolato), Cremosa al tartufo, Cremosa allo Zafferano di Massarosa e la Cremosa per “ Cacio e Pepe “. Tutte da scoprire.

Cremose possono essere conservate fuori dal frigo a temperatura ambiente.

Abbinamenti:
Se lasciata in purezza le Cremose hanno bisogno di vini bianchi profumati con una spiccata acidità o Prosecco di Valdobbiadene.

Provala con: Mezze maniche con cremosa, pancetta sfumata alla birra e granella di mandorle
Fate rosolare la pancetta, a cottura sfumatela con la birra. Scolate e le mezze maniche. Versate la pasta in padella con la pancette aggiungete la cremosa e un poca di acqua di cottura. Saltate la pasta e terminate con la granella di mandorle.

 

 

 

 

 

 

 

 

Peso 1,800 kg
Conservazione

Quanto si conserva? Vedi etichetta
Come si conserva? Conservare in luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce e dal calore

Ingredienti

PANNA, formaggio pecorino scoppolato ® di pedona (LATTE ovino
pastorizzato, sale, caglio, fermenti lattici) 34%, patate disidratate, sale,
pepe 0.1%.

Valori nutrizionale per 100 g

Valori nutrizionali medi per 100 g di prodotto / nutrition declaration
per 100 g of product:
energia/energy 1297 kj (314 kcal), grassi/fat 29 g (di cui acidi grassi
saturi/of which saturates 20,1 g), carboidrati/carbohydrate 2,7 g (di
cui zuccheri/of which sugars 2.4 g), proteine/protein 10,4 g, sale/salt
1,0.

Casa Pedona

Ecco la storia che ha dato l'impulso a Casa Pedona, alla ricoperta dello "scoppolato di Pedona"! A metà 800 Giobatta Pacini, possidente terriero di Lucca, decise di acquistare un grosso gregge di pecore a far pascolare sui terreni alti di Seimiglia affidandolo ad un pastore; Tristano da Pedona. Tristano, di tanto in tanto, si recava a Lucca per portare il formaggio di pecora prodotto, sempre di scarsa qualità. Un fatto inspiegabile.

Dopo una “Scoppolata” reverente (L'immancabile coppola caratterizzava Tristano), confessava al Pacini che quel formaggio non era quello che si aspettava. “Forse è l'erba che mangiano le pecore!” Si giustificava, Ma il segreto c'era.
Tristano acquistava da un vicino contadino del latte di mucca che mischiava con quello di pecora, ricavando così abbastanza latte dagli ovini per farci, per proprio conto, del formaggio pecorino puro, profumato e saporito che andava a nascondere facendo stagionare in una grotta.

Chissà come fu che il Lucchese intuì che dietro a quel formaggio di scarsa qualità c'era un giallo che doveva essere risolto. Mandò a chiamare il pastore che dopo la solita “scoppolata”, ribadì che se il formaggio non era tanto saporito la colpa non era sua. Dopo questa risposta evasiva, una mattina, zitto zitto, Giobatta salì all'ovile di Tristano e lo incontrò mentre usciva da una grotta.
Il pastore, vedendolo, impallidì e salutò il padrone con la solita “scoppolata” ma venne spinto dal Pacini all'interno dell'anfratto nel quale c'era un buon profumo di cacio. In una nicchia, avvolte nella paglia, c'erano decine di forme di formaggio. Giobatta con un coltello scapezzò la forma e ne trasse dall'interno una scaglia: un sapore ineguagliabile!
A quel punto il pastore dovette confessare il malfatto. “Altro che scoppolato di Pedona!” - esclamò furioso il Pacini. E masticando quel pezzo gustoso di formaggio aggiunse: “tu non sei una persona educata che si toglie la coppola davanti al padrone. Sei un furfante. Ma da ora in poi produrrai questo formaggio conservandolo per la stagionatura nella nicchia della grotta. Per me, s'intende.”

Dopo una decina di anni Tristano smise di fare la “scoppolata”. Un infarto lo portò all'altro mondo e con lui smise la produzione di questo formaggio inconfondibile.

Oggi riscoperto da me, Gabriele Ghirlanda, quando la passione riesce a creare prodotti unici!

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