Anna…Il mio viaggio tra culture e territori
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Anna…Il mio viaggio tra culture e territori

Avevo appena finito il liceo, quando con l‘entusiasmo dei miei 19 anni mi trasferì in Germania per studiare lingue e traduzione.

Scelsi Monaco, splendido capoluogo della Baviera, città attraversata in lungo da un immenso parco verde, l‘Englischer Garten, rigoglioso di piante ed alberi, dove si può passeggiare a piedi, in bicicletta e addirittura a cavallo su percorsi dedicati. Città con un‘ottima università, eventi culturali di ogni tipo, mostre d‘arte importanti, concerti musicali di ogni genere, dove a teatro a vedere l‘opera ci si va ancora vestiti eleganti e nelle birrerie del centro si gustano birra e specialità bavaresi servite da cameriere in „Dirndl“, il costume tipico.
In quegli anni ho imparato ad apprezzare la scoperta di nuovi luoghi, usanze e quindi anche di pietanze e cibi diversi. La mia curiosità mi porta da sempre a sperimentare e provare cose nuove. Proprio durante la mia permanenza all’estero ho iniziato a rendermi conto da quale bellissimo paese e regione provenissi, anche solo per il fatto che, essendo toscana, molti amici e conoscenti tedeschi mi tenevano sul palmo della mano. Tanti di loro trascorrevano regolarmente o avevano trascorso almeno una volta le loro vacanze „in der Toskana“ e quindi mi chiedevano spesso di indicargli luoghi tipici da vedere o di proporgli locali dove gustare piatti tipici della zona. Così ho iniziato ad interessarmi di più della mia terra d‘origine e ad imparare a cucinare qualche pietanza tipica toscana, portando gli ingredienti principali „da casa“. Sì perché per fare la „panzanella“, per esempio, ci vuole il nostro pane tipico toscano, quello che „non sa di nulla“, come si suol dire, perché privo di sale e magari le nostre cipolle rosse e i pomodori dall’orto del babbo o del nonno.

Una volta rientrata nella mia città ho iniziato ad apprezzare di più le nostre tradizioni, a visitare località affascinanti in Toscana, Umbria, Emilia Romagna, ed altre regioni italiane, che non conoscevo o che magari avevo visitato solo da bambina con i miei genitori.
Quando si vive in un bel posto spesso lo si sottovaluta e le sue meraviglie diventano, per chi le vive ogni giorno, una normalità.

Viaggiando per campagne e territori alle ricerca di aziende per lo più agricole che coltivano e producono prodotti tipici e genuini (anche da agricoltura biologica), mi diletto nell’ammirare i diversi paesaggi con borghi medioevali e paesi arroccati su colline dal panorama mozzafiato, apprendo nozioni storiche e curiosità gastronomiche e non, assaggio prodotti di qualità e dal gusto unico, parlo con i produttori che con grande amore per la loro terra mi spiegano come viene piantato il seme, come cresce, come diventa pianta, come viene coltivato, raccolto e poi come la pianta o il frutto vengono trasformati.
Ho visto fiori meravigliosi di ortaggi comuni la cui pianta non sapevi neanche avesse dei fiori, tanto è l‘abitudine di comprarne il frutto in negozio!
Avete mai visto il fiore della melanzana? E‘bellissimo, di un colore viola, quasi indaco, con i petali che si allargano uniti tra di loro e finiscono a punta, il pistillo centrale è di colore giallo acceso.
Questo fiore diventerà una melanzana, per me, che ho sempre vissuto in città, una cosa quasi inimmaginabile!
Eppure l‘ho visto con i miei occhi nelle coltivazioni biologiche (e non) di aziende che mi hanno portato nei loro campi a vedere gli ortaggi e i frutti che una volta raccolti
trasformano in conserve, sottolio, sughi, marmellate, succhi e quant’altro di buono si possa fare con le verdure e la frutta, mantenendo la loro integrità e genuinità. Ho curiosato nei loro laboratori di trasformazione dove le materie prime vengono cucinate come a casa, solo che le pentole sono molto più grandi.

Tutto questo ce lo dona la natura!

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